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Il
Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, che si estende per circa 180.000
ettari comprendendo gran parte dell'area meridionale della provincia di Salerno,
è tra i parchi nazionali di maggiore estensione.
Nel 1997 il Comitato Consultivo sulle Riserve della Biosfera del Programma
MAB (Man and Biosphere) dell'UNESCO, ha inserito all'unanimità il Parco
del Cilento e Vallo di Diano nella lista delle Riserve della Biosfera.
Il Parco del Cilento e Vallo di Diano comprende un'area d'inestimabile valore
naturalistico e paesaggistico. Vanta almeno 1.800 specie di piante, di cui
molte rare, quali la primula di Palinuro, simbolo del Parco, e l'orchidea
selvaggia di San Giovanni a Piro. Alberi d'ulivo millenari ombreggiano sia
le piccole piane costiere che i lievi declivi delle colline. Centinaia di
specie d'animali, tra cui il Lupo Appenninico, il Falco, l'Aquila, la Lontra,
abitano questo paradiso naturale. |
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L’ambiente
presenta aspetti di grande pregio paesaggistico e naturalistico: dalle fitte
foreste che ricoprono monti imponenti quali l'Alburno, il Cervati, e il Gelbison,
alle centinaia di grotte censite nell'area protetta, tra cui le Grotte di
Pertosa e di Castelcivita, di straordinaria bellezza; dalle acque impetuose
del fiume Calore ai tanti borghi medioevali dell’interno; dalle lunghe
spiaggie dorate (Santa Maria di Castellabate, Acciaroli) agli scenari unici
offerti dalla baia di Trentova ad Agropoli, dall’Arco Naturale a Palinuro,
dalla Baia degli infreschi a Camerota… |
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| Nel
Cilento si realizza l'incontro tra mare e montagna, culture nordiche e mediterranee.
Anche la musica, l’arte, i vini e le pietanze sono una sintesi del modo
di essere dei cilentani, gente abituata ad andare per mare, ma con la caparbietà
e il senso di sacrificio tipico della cultura contadina. Alla base della gastronomia
cilentana c'è la dieta mediterranea, un modo gustoso e piacevole di
mangiare che fa bene alla salute e basata su cibi che nascono in questi luoghi,
con tradizioni tramandate di generazione in generazione. I protagonisti della
tavola cilentana sono l'olio di oliva, il vino, il pane,la pasta, i legumi
secchi, la frutta, gli ortaggi, il pesce, tutti sapientemente combinati tra
loro in piatti davvero unici. La fusione tra popoli e civiltà lascia
tracce evidenti anche nel suo Patrimonio Culturale, Archeologico ed Architettonico.
Numerose sono le testimonianze archeologiche sull’intero territorio,
tra cui spiccano il sito di Roccagloriosa e, soprattutto, gli Scavi di Velia
che rappresentano, insieme ai vicini templi di Paestum, la più grande
testimonianza dell’eredità lasciata qui dalla civiltà
greca. |
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